venerdì 17 febbraio 2017

LA STORIA DI ARLECCHINO

Arlecchino era un bambino che viveva ad  Almenno San Salvatore, un grazioso paesino in provincia di Bergamo.
Tutti gli volevano bene perché era gentile e buono con grandi e piccini.
Era povero, povero, povero. La sua mamma, vedova, era una sarta e qualche volta non lavorava. Vivevano in una casupola che si trovava lungo la strada che portava sui monti. La casetta era semplice, pulita e ordinata.

Nonostante fossero poveri, erano felici perché si accontentavano  di quello che avevano.

Gli ultimi giorni di Carnevale si avvicinavano e in paese tutti parlavano della festa che si sarebbe tenuta di lì  a poco. Tutti  i bambini parlavano degli abiti  e delle maschere che avrebbero indossato.
Colombina, una graziosa  bambina che proveniva da Venezia gli chiese: “Tu, Arlecchino, che cosa metterai per la festa?”
“lo???… Indosserò quello che indosso ora. Verrò a vedervi e mi divertirò lo stesso”.
Sapeva, infatti, che la sua mamma non aveva danaro da spendere per un vestito nuovo.
I compagni di scuola parlarono fra loro a bassa voce, e il giorno dopo tutti portarono un pezzetto di stoffa che le loro mamme avevano trovato frugando nel cestino del cucito.
Ahimè… s’accorsero che i pezzetti erano di diversi  colori. 
Non ci avevano pensato e rimasero rattristati. Come fare? Non volevano che Arlecchino fosse senza vestito per la festa.

“Non temete!”  disse Arlecchino. “La mia mamma penserà cosa si può fare con questi pezzetti colorati”.
Tornato a casa mostrò alla sua mamma tutti quei ritagli e lei lo rassicurò con un bel sorriso.
Arlecchino sapeva che la sua mamma gli avrebbe fatto qualcosa di bello. E così fu.
Durante la notte, alla luce di una candela, la sua mamma cucì insieme tutti  i pezzetti  e confezionò un bellissimo e allegro vestitino colorato.                                                                                                                                                           
Arlecchino, vestito a quel modo, uscì per le vie saltando e cantando perché aveva un bel vestito nuovo.
 Tutti gli fecero grande festa, e a tutti piacque quell’originale vestitino. Quell’ abito sembrò, a tutti,   ancor più bello  perché  ogni bimbo aveva compreso che mettendo insieme quelle piccole pezzuole aveva contribuito a creare una meraviglia.

Il vestito di Arlecchino divenne il simbolo dell’amicizia e della bontà dei bambini e della solidarietà delle loro mamme.




 




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